Il survey di Manageritalia durante il Covid-19.

Come hanno reagito i manager italiani durante questa emergenza, tra difficoltà di comunicazione , riorganizzazione delle attività e timori da parte delle risorse umane? Manageritalia ha realizzato un’indagine per scoprirlo. 

Per le aziende comunicare è importante sì, non solo verso clienti e fornitori, ma anche internamente, quindi  verso i propri dipendenti.  Specialmente in questo periodo di crisi generalizzata.

Una delle attività che ha richiesto maggior impegno durante l’emergenza Covid-19, per i manager, è stato parlare con i collaboratori per rassicurarli e comunicare, spiegandole, le misure intraprese dall’azienda.

 

E’ ciò che è emerso da un’indagine affidata da Manageritalia e dal Centro Formazione Management del Terziario (Cfmt) ad AstraRicerche, alla quale hanno risposto online, a fine marzo e poi nella seconda metà aprile, oltre 1.000 manager di altrettante aziende, un campione rappresentativo delle aziende del terziario che hanno dirigenti.

Il 69,1% dei manager intervistati ha trovato questa difficoltà e, a seguire, si è presentato il problema della riorganizzazione del lavoro e delle attività dei collaboratori, sia in presenza che a distanza (63,8%). 

Ma le reazioni dei lavoratori alle trasformazioni sul lavoro adottate dall’azienda sono state soddisfacenti. 

Secondo i manager coinvolti nell’indagine, infatti, nelle due rilevazioni effettuate il giudizio dei lavoratori si attesta in media attorno all’ 8 (voto 7,55 nella prima rilevazione e 7,8 nella seconda).

 

Anche la reazione alle notizie relative al Coronavirus è positiva e sopra la sufficienza (voto 6,5 e 6,6, con 10 ottima reazione). Quindi il livello di paura dei lavoratori sembrerebbe abbastanza contenuto (voto 6,1 e 6,6).

Durante l’emergenza in atto si è verificato, inoltre, un repentino passaggio al lavoro  da casa per un’importante fascia delle risorse umane. 

Lo smart-working, adottato per tutelare la salute dei lavoratori e favorito da una maggiore flessibilità legislativa da parte del Governo, è stato infatti adottato dalla stragrande maggioranza delle aziende (84%), anche se non per tutti i dipendenti. 

Dai dati emerge che in molti casi (38%) ha riguardato anche persone che non avevano mai adottato il telelavoro.  Solo il 16% delle aziende non ha potuto applicarlo. 

Tantissimi sono i manager che intravedono, una volta finita la crisi, l’opportunità di ampliare questa metodica passando a un vero smart working foriero, a vantaggio del benessere delle persone (87%), ma anche in favore della produttività aziendale (69%).

Importante, in un frangente come questo, assumere un ruolo di coach e quindi tenere i team motivati.

 I manager italiani lo stanno facendo attraverso la tecnologia e con umanità: contatto personale (76%), riunioni a distanza del team (69%), contatti personali via email, istant messaging (47%), maggiore disponibilità all’ascolto anche di problemi personali (38%), comunicazioni differenti dal passato per modi, approcci e canali (24%), utilizzo di intranet per comunicare e interagire (22%).

Il virus Covid-19 lascerà segni per molto tempo, ma speriamo che almeno alcuni di questi siano positivi e vantaggiosi -per il benessere delle persone e dell’ambiente – come lo smart-working.

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