(Some)Good Ideas. Incontro con Grazia Francescato.

“La natura non è un supermarket: recuperiamo la sacralità di Madre Terra” 
 

Intervista alla leader ambientalista Grazia Francescato 

Diceva Friedrich Engels: “Spesso le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille elettriche”. Le buone idee partono in un lampo, alimentando a loro volta nuovi spunti, riflessioni, dibattiti. Con questo spirito nasce (some) Good Ideas, una rubrica targata GoodCom che dà voce a storie di vita e di sostenibilità, con una vision tutta al femminile sul futuro Green del Mondo.

La partenza è proprio con una prestigiosa testimonianza, una delle voci più autorevoli del panorama italiano e non solo: Grazia Francescato, leader ambientalista, giornalista, scrittrice.

Da cinquant’anni sul fronte della difesa dell’ambiente, Grazia Francescato è stata presidente del WWF Italia, membro del Board del WWF International, per due volte Presidente dei Verdi, Parlamentare verde e Portavoce dei Verdi Europei, membro del Coordinamento Nazionale di SEL. 

Come giornalista, Grazia Francescato è stata corrispondente a Bruxelles per l’Agenzia Ansa, collaboratrice di vari quotidiani e periodici (tra cui La Repubblica, L’Unità, Panorama), inviata speciale di numerose riviste (Natura Oggi, Oasis, Airone) e conduttrice di trasmissioni TV dedicate alla natura ( Geo e Il Viaggiatore, Rete 3 RAI). 

Attualmente è membro del Consiglio Generale di Aspen Institute e testimonial di varie associazioni ambientaliste e animaliste. 

Autrice di numerosi saggi, articoli, pubblicazioni sulle questioni ambientali e sulla relazione tra Madre Terra e Spiritualità. Ha ricevuto molti premi e menzioni sia in Italia che all’estero per la sua leadership ambientalista. 

Svolge attività di consulenza ambientale ed ha partecipato ai working groups di Women 20, il filone di cui sono protagoniste le donne all’interno del G20. 

È stata tra le fondatrici del movimento femminista e della rivista EFFE, autrice di numerose pubblicazioni  e promotrice di eventi/esperienze per la liberazione delle donne e la parità di genere.

A GoodCom, Grazia Francescato ha parlato di cura come concetto utile a basare la propria azione nei riguardi dell’ambiente, cioè con una “presa di responsabilità circa le sorti del mondo, da perseguire con empatia ed affetto. L’ecosistema ha infatti bisogno di intelligenze calde”, capaci di superare la volontà innata nell’uomo di dominare la natura e di dimenticarsi della sua interconnessione con tutto quello che c’è intorno. “Non bisogna più guardare alla natura come ad un supermarket, dove si va a prendere ciò di cui si ha bisogno (petrolio, gas, litio…). Dobbiamo invece recuperare la sacralità della Madre Terra“. 

Dietro all’esigenza di cura, infatti, si evidenzia “una vulnerabilità del genere umano, che la pandemia del Covid-19 ci ha sbattuto in faccia. Ci siamo ritrovati a dover fronteggiare i nostri limiti in maniera collettiva, tutti insieme ma al contempo nella solitudine dei nostri appartamenti, e a comprendere l’interconnessione tra salute dell’ambiente e salute umana”. 

Non c’è più un prima a cui tornare, c’è un dopo da inventare” è un diktat di Grazia Francescato, ribadito durante l’intervista a GoodCom: “Anche gli scienziati più illustri – la riflessione – ci hanno detto che bisogna cambiare modello di sviluppo, introducendo ancora una volta limiti da contrapporre al desiderio di prevaricazione sulle altre specie del Pianeta”.

Ma Grazia Francescato non si è limitata a rispondere a singole domande, ma ha dato il via alla narrazione partendo dalla sua dimensione e da una vocazione alla difesa dell’ambiente che si è alimentata già in tenera età, dal paesino natio nel Lago Maggiore e da una famiglia legata al lavoro in campagna. C’era di base, infatti, “un amore nel sentirsi parte della natura, un sentimento che era predominante nel mondo rurale di cinquant’anni fa”, ha ammesso Francescato.

Nel corso dell’intervista, Grazia Francescato ha collegato una linea tra altre grandi storie di ambientalismo, con Vandana Shiva, Aurelio Peccei o con Greta Thumberg e le giovani eroine del Fridays for future. Da rimarcare, un significativo passaggio nel ricordo del Principe Filippo di Edimburgo, presidente del WWF Internazionale dal 1981 al 1996 e grande ambientalista. 

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