Uno dei materiali più antichi, versatili e utilizzati al mondo, la carta resiste tra le nostre mani come esperienza primaria. Quaderni, libri, volantini, etichette, post it, sacchetti del pane continuano a far parte dello scenario della nostra vita, sparsi, appallottolati, strappati, tra schermi touch e altoparlanti intelligenti, o ripiegati nelle tasche dei nostri giubbotti in tessuti hi-tech.

In questo articolo, incrociando i dati provenienti da due studi diversi, andiamo un po’ controcorrente e peroriamo la causa della comunicazione pubblicitaria su carta come scelta davvero sostenibile per un brand.

 

Superare i pregiudizi ambientali sull’uso della carta

Per molti anni si è pensato che fosse meglio superare l’uso della carta e ancora lo si crede perché la percezione ambientale più diffusa è che la carta distrugge le foreste.

Solo che, forse con un po’ di sorpresa – anche per noi di GoodCom che lavoriamo nel campo della comunicazione sostenibile – abbiamo scoperto che non è così! In realtà il mondo del packaging e della stampa in generale, dalla pubblicità a all’editoria, sono molto avanti in termini di sostenibilità!  Ma i consumatori pensano il contrario, e anche questo è un dato interessante.

Lo rivela uno studio europeo di Two Sides (link a https://www.twosides.info/myths-and-facts) sui falsi miti e le effettive buone pratiche sulla produzione e l’uso della carta.

Qualche dato: mentre in Europa si è arrivati a riciclare ben il 74% della carta e l’84% degli imballaggi, e le foreste europee, grazie all’impegno profuso in processi di economia circolare, aumentano al ritmo di 1500 campi di calcio ogni giorno, rimangono idee sbagliate sull’impatto ambientale dell’industria della carta.

In primo luogo, solo il 6% dei consumatori è consapevole del fatto che le foreste europee stanno crescendo (un’area grande come la Svizzera dal 2005 al 2020).

Ma soprattutto, a proposito di inconsapevolezza, ben l’82% ritiene invece che le aree verdi in Europa stiano diminuendo (e questo è probabilmente condizionato dalla situazione – ahinoi – più disastrosa in altre parti del mondo).

Anche rispetto agli sforzi fatti per riciclare la carta la percezione è falsata: per il 29% dei consumatori l’uso di carta e cartone per gli imballaggi è considerata una scelta non sostenibile, e ben l’83% degli intervistati è convinto il riciclo della carta in Europa sia ben al di sotto della soglia del 60%.

Infine, carta e cartone sono tra i più bassi emettitori di CO2 e per ogni albero tagliato se ne piantano tre, ma si continua a promuovere indiscriminatamente la comunicazione digitale, gli e-book e tutto ciò che è “online” trascurando completamente l’impatto ambientale che si genera (a oggi le tecnologie dell’informazione sono responsabili del 2,8% delle emissioni globali di gas serra con un aumento previsto al 14% nel 2043). Su questo problema si stanno adottando interessanti soluzioni, ne abbiamo parlato qui (https://www.goodcom.it/5-consigli-per-rendere-il-tuo-sito-piu-sostenibile/) e continueremo a parlarne nei prossimi mesi.

 

Carta per la pubblicità: una concretezza che emoziona e aiuta a riflettere!

Tornando alla carta, e specificamente alla carta utilizzata per la pubblicità, c’è un altro dato che ci sembra davvero interessante per il settore del marketing e della comunicazione e che, questa volta, proviene da un sondaggio di UNA – Aziende della Comunicazione Unite sul mercato del retail italiano, finalizzato a capire quanto e come la pubblicità influisce effettivamente sulle scelte d’acquisto (link a https://unacom.it/retail-hub-ricerca/).

Il dato che ci ha lasciato a bocca aperta riguarda il flyer! Sì!, perché il vecchio e oggi tanto demonizzato volantino è una delle forme di comunicazione più efficienti tra quelle analizzate: l’utente che se lo ritrova nella cassetta della posta lo sfoglia, lo legge attentamente, prende nota!

In realtà, ampliando la prospettiva, vari studi dimostrano che l’impatto neurologico e sensoriale che la comunicazione su carta è imparagonabile in termini di impression, ricordo e comprensione rispetto alla comunicazione digitale. Un foglio di carta, un pieghevole, una brochure è un’esperienza polisensoriale che comprende tutti i sensi e che ci fa sentire protagonisti di un “rapporto esclusivo a due”, in uno spazio-tempo conosciuto e di cui “tocchiamo” i confini, che la rete non consente.

Pensare a una strategia di marketing che comprenda anche contenuti cartacei non è solo una scelta oggi originale e piena di potenzialità, considerando anche le possibili integrazioni con l’online, ma è anche una mossa ecologica.

Sempre più spesso vengono utilizzate carte a basso impatto ambientale che soddisfano sia lo sguardo che il tatto: carte naturali, riciclate ecologiche (ovvero provenienti da foreste certificate FSC o PEFC, e addirittura carte piantabili e biodegradabili che al loro interno incorporano vari semi come il papavero, la margherita, la lavanda, il basilico.

A garanzia della loro sostenibilità esistono importanti etichette ecologiche e certificazioni ambientali volte a dare informazioni sulla qualità della carta, sull’origine della materia prima e sull’impatto ambientale che la produzione, il trasporto e la vendita hanno sul nostro pianeta. Tra le più conosciute ci sono:

 

  • FSC (Forest Stewardship Council): la certificazione ha come scopo la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati.  Il logo di FSC garantisce che il prodotto è stato realizzato con materie prime derivanti da foreste correttamente gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Il marchio FSC prevede 3 varianti: FSC 100% (contiene solo materiale proveniente da foreste certificate), FSC Misto (contiene almeno il 70% di materiale FSC, legno controllato e/o materiali riciclati) e FSC Riciclato (contiene solo materiali riciclati di cui almeno l’85% post-consumo),
  • PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes): marchio internazionale basato su una larga intesa delle parti interessate all’implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale,
  • Ecolabel UE: marchio di qualità ecologica dell’Unione Europeache contraddistingue prodotti e servizi che pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita,
  • Totally Chlorine Free: è un tipo di carta ecologica in quanto per la sua sbiancatura sono stati usati prodotti esenti da cloro elementare organico,
  • ISO 14001: Certificazione di sistema ambientale – è uno standard che attesta che l’azienda produttrice attua un sistema di gestione, controllo e miglioramento costante delle proprie prestazioni ambientali in modo da ridurre l’impatto sull’ambiente.
  • ECO-PRINT: ha lo scopo di proporre linee guida per le Aziende Grafiche che vogliono andare verso una diminuzione degli impatti della propria attività di stampa sull’ambiente, fornendo regole chiare e verificabili.
  • LONG LIFE: attesta che il produttore di carta ricicla più CO2 rispetto a quanta ne emette. Inoltre è garanzia di durevolezza: in quanto carta libera da acidi (Acid Free) è una carta dalla lunga vita, la “conservabilità” in archivio è garantita per 200 anni.

 

Quindi, il nostro suggerimento è: non limitate la vostra immaginazione nelle scelte di comunicazione e non sentitevi in colpa se vi amate avere tra le mani la vostra brochure o il vostro catalogo, piace anche ai vostri clienti! Anzi, seguendo i processi giusti, potete valorizzarne gli aspetti sostenibili, coadiuvare buone pratiche ed essere sorprendentemente innovativi.

Scriveteci! Se volete, anche una bella lettera vergata a mano!