Per chi si occupa di comunicazione non è certo una novità: la tecnologia modifica velocemente le regole del gioco.

Ecco perché GoodCom vuole spiegarti, in questo articolo, quanto è importante puntare sul marketing immersivo e sulla creazione di contenuti sempre più integrati con una comunicazione altamente tecnologica, come la Realtà virtuale e quella aumentata.

L’immersive marketing fa riferimento alla modalità comunicativa con cui si fa vivere all’utente un’esperienza multisensoriale e interattiva: attraverso video, visori per la realtà virtuale e aumentata e cataloghi interattivi, è possibile conoscere tutte le potenzialità di un oggetto senza averlo realmente di fronte a noi.

L’evoluzione del messaggio comunicativo e promozionale tradizionale riesce, attraverso l’immersione esperienziale, a giungere a un grado di coinvolgimento emotivo senza pari.

Questo tipo di marketing è oggi in grado di ottimizzare le attività offrendo alla comunicazione aziendale importanti elementi di diversificazione dalla concorrenza, con il risultato finale di essere più attraenti agli occhi dei potenziali nuovi clienti e fidelizzando i vecchi, sia nel B2B che nel B2C.

 

Alcune applicazioni del marketing immersivo

I mondi virtuali e aumentati sono il contesto ideale per realizzare occasioni di marketing esperienziale, grazie ai forti stimoli sensoriali, emotivi e percettivi.

Immaginare come queste tecnologie evolveranno nei prossimi anni è difficile, ma le loro potenzialità sono altissime: già da tempo alcune aziende hanno iniziato a inserire questi strumenti all’interno dei propri piani di comunicazione.

La realtà virtuale e la realtà aumentata permettono di immergersi proprio all’interno del contesto in cui vive l’oggetto che stiamo visualizzando e avendo la sensazione estremamente realistica di interagire con esso sperimentandone tutte le funzionalità.

Con questi strumenti (AR e VR) è possibile infatti:

Per il consumatore

  • Vedere direttamente indosso vestiti e oggetti
  • Provare il funzionamento di un dato prodotto prima di acquistarlo
  • Vedere come sta un oggetto direttamente in casa propria
  • Visitare un luogo. Si pensi ad esempio ai viaggi virtuali applicabili al turismo e al settore immobiliare
  • Trovare oggetti virtuali attraverso la realtà aumentata grazie alla tecnologia di geolocalizzazione (maps)

 

Per le aziende

  • Creare eventi virtuali con la Virtual reality, come congressi e sfilate di moda.

 

 

Social Media Marketing in Realtà Virtuale e aumentata

I principali social media supportano già i formati della realtà virtuale e aumentata. Youtube e Facebook visualizzano video a 360 gradi, mentre Facebook Ar Studio permette di realizzare contenuti di realtà aumentata.

Su Facebook è possibile realizzare esperienze di “virtual try on”: far indossare virtualmente al consumatore degli indumenti o accessori collegati al brand.

Un altro format innovativo sono i post 3D, ma si stanno sviluppando vere e proprie versioni in realtà virtuale dei social media stessi, che vanno oltre il paradigma noto di Second Life per rendere VR e AR esperienze di interazione quotidiana tra gli utenti e con le aziende.

 

Siti Web VR, eCommerce e cataloghi 3D

L’e-commerce è un campo di applicazione interessante per la realtà aumentata, in grado di simulare l’utilizzo del prodotto replicando un’esperienza molto vicina a quella reale. Un noto esempio è il catalogo interattivo dell’IKEA, ma non l’unico. L’app “The Sample” di Converse, sviluppata anni fa, già permetteva di provarsi le scarpe direttamente nel proprio salotto.

I nuovi standard Web VR e Web AR rendono possibile lo sviluppo di una nuova generazione di siti web, negozi virtuali e cataloghi 3D. Un primo esempio di Siti web virtuali sono quelli realizzati nelle sedi aziendali con la tecnologia Street View dai fotografi certificati Google Maps.

Vodafone, ad esempio, ha realizzato una caccia al tesoro nella città di Londra dove gli utenti che raggiungevano l’oggetto mettendolo nel proprio wallet potevano accedere a sconti promozioni.  Il risultato? Engagement di nuovi consumatori, attirati dall’ intrattenimento, e una maggiore relazione con il proprio target.

 

Fiere e allestimenti immersivi

Nel marketing le fiere svolgono un ruolo chiave. In questo ambito gli allestimenti immersivi stanno diventando un filone consistente e si sviluppano anche soluzioni di engagement dei visitatori come le oculus room – aree aperte al pubblico dotate di visori di realtà virtuale – o le proiezioni a 360 gradi. Si pensi alla multi-utility Hera che, durante la fiera Ecomondo di Rimini, ha permesso ai visitatori di esperire tale tecnologia presso il proprio stand.

 

Gamification in VR e advergame

Sempre più aziende guardano con curiosità crescente al mondo dei videogiochi per la loro capacità di eliminare le distrazioni, emozionare e coinvolgere.

La realtà virtuale e aumentata manifestano una forte affinità con il settore dei videogame: un visore di VR è vissuto di per sé dal pubblico come una esperienza ludica e, quindi, attraente.

Di qui l’opportunità di sviluppare format virtuali di gamification, come il gioco della “casa del bianco e del nero” per Sky che invitava i fan della serie tv a “mettere la loro faccia” nell’ambiente virtuale del Trono di Spade. L’edutainment “fattore futuro” per Mc Donalds, invece, lancia all’utente la sfida di imparare a diventare un agricoltore innovativo.

Fra le aziende che hanno abbracciato l’approccio del gioco nel marketing, anche Unieuro, che ha già sviluppato advergames e progetti basati sulla gamification.

 

Educational e Business-to-Employee Marketing in realtà virtuale

Anche il mondo dell’Educational Marketing, che comprende gli eventi e i congressi aziendali, si sta avvalendo della realtà virtuale.

Un caso di spicco nel settore congressuale in Italia sono gli Unicredit Talk, nei quali è stata sperimentata per la prima volta l’introduzione di relazioni con contenuti per visori di realtà virtuale oltre a mappe 3D come scenografie animate e aggiornate in real time, applicate ai temi dell’agricoltura e del turismo.

 

 

Perché puntare al marketing immersivo?

Per convincere un consumatore all’acquisto fai fruire un prodotto, non raccontarlo solamente!

Con il marketing immersivo le aziende possono guadagnare sempre più la Share of mind dei consumatori, cioè lo spazio occupato dalla marca nella mente del pubblico. In termini generali, la “quota di mente” potrebbe confondersi con la pura e semplice notorietà della marca; ma questo non è esatto. La “quota di mente” rappresenta la dimensione complessiva della specifica accettazione della marca all’interno della “gerarchia di scelta” del consumatore; è quindi una quota di mercato potenziale.

 

Inoltre, da una recente ricerca di Verizon Media è emerso che:

  • il 76% dei consumatori europei si aspetta che le loro esperienze digitali con i brand online siano senza intoppi e, soprattutto, che aggiungano valore alle loro esperienze quotidiane e che siano innovative
  • 64% di essi vuole provare la virtual reality VR e realtà aumentata AR prima dell’acquisto, per entrare in confidenza con il prodotto o servizio da acquistare (con beneficio per l’azienda sulla riduzione del numero di resi).

A livello globale:

  • Il 32% dei consumatori afferma di aver usato esperienze di realtà aumentata nelle proprie esperienze di acquisto
  • le aziende che hanno deciso di implementare questi formati innovativi hanno aumentato il proprio engagement di consumatori del 19%
  • il 61% dei consumatori riconosce che i contenuti immersivi, grazie a AR e VR, vengono distinti meglio, ma anche più memorizzati (lo afferma il 66% dei consumatori) rispetto a tutti gli altri contenuti standard.

 

Anche per GoodCom una comunicazione studiata, di qualità e innovatrice, è fondamentale per la crescita e il successo di un Brand.

Non si può pensare, nel 2021, a un marketing che non tenga conto dell’evoluzione tecnologica, che non la anticipi e si faccia esso stesso veicolo per la sua diffusione presso il grande pubblico.

E ricorda, far vivere l’esperienza di acquisto, in certi casi, è più efficace che limitarsi a raccontarla!