Negli ultimi anni i grandi brand internazionali, ma anche quelli di ‘casa nostra’, si sono dimostrati sempre più attenti alla CSR (Corporate Social Responsability) adottando politiche di managment aziendali in grado di armonizzare i propri obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità.

Questo nuovo approccio non deriva solo dalle nuove normative in materia ambientale, quanto dalla consapevolezza che, monitorando e rispondendo alle aspettative ambientali e sociali di stakeholder e clienti più sensibili a tematiche green, esse stesse possano conseguire anche un vantaggio competitivo in termini di brand awareness e di vendite massimizzando, di conseguenza, gli utili di lungo periodo.

In quest’ottica le imprese hanno assunto un ruolo ancor più proattivo nel tempo, concretizzando il loro impegno sociale anche in attività come sponsorizzazioni di eventi culturali, donazioni a organizzazioni no-profit, lancio di campagne pubblicitarie a tema eco-sostenibilità.

È proprio sugli spot e sui branded content che puntano al rispetto del pianeta che vogliamo soffermarci.

 

1.Lo spot Coop

 

Lo spot italiano Coop Alleanza 3.0 del 2020 colpisce per la sua capacità di raccontare, attraverso le immagini, l’impatto della nostra spesa quotidiana sull’ambiente.

Tra i punti trattati non solo plastica negli oceani, ma anche diritti umani (i raccoglitori nei campi), trattamento animale (le galline “liberate”), utilizzo di pesticidi (il carrello che ferma il trattore).

Quindi ‘con il nostro carrello della spesa’ tutti possiamo fare tanto: scegliendo prodotti che garantiscono la nostra sicurezza, che tutelano i diritti dei lavoratori, che proteggono il benessere degli animali e del pianeta, cambiamo le scelte di chi produce e di chi vende.

Il concetto su cui punta lo spot è molto chiaro: ognuno di noi è responsabile delle proprie scelte e azioni e che queste non hanno un effetto solo sul singolo individuo ma, giorno dopo giorno, sull’ecosistema terra e, quindi, sull’intera collettività.

“Può una buona spesa cambiare il mondo?”. Secondo Coop, sì. E il domani che la cooperativa disegna da sempre è un futuro che non perde di vista i valori, basta scegliere i loro prodotti per una spesa più sostenibile!

 

2. Il Branded content Ferrarelle

 

Il branded content 2019 dei The Jackal per Ferrarelle, il gruppo di yotubers partenopei, affronta tra battute e canzoni, una questione serissima come quella del riciclo dei rifiuti e del cambiamento climatico. Cinque minuti di ilarità, ma senza rendere meno chiaro il messaggio finale: “Non serve essere svedese e farsi le trecce per salvare il mondo”, con riferimento ironico a Greta Thunberg.

Fabio, Ciro e Fru hanno voluto dare il loro contributo per diffondere comportamenti eco-friendly, ma senza rinunciare al loro stile acuto e originale, che permette di ironizzare su circostanze che ci capita di osservare tutti i giorni: lavare i piatti, gettare le bottiglie di plastica (brandizzate Ferrarelle ovviamente), gettare capelli e peli negli scarichi domestici.

“Se non cambiamo noi non cambierà niente”.  È questo lo slogan, breve ma incisivo, che chiude il video volto a sensibilizzare il pubblico.

 

3. Lo spot Olga

Protagonisti dello spot del magazine Olga sono invece i bambini.  I “piccoli attivisti” rimproverano gli adulti informandoli sui danni ambientali perpetrati, ogni giorno, sulla terra: «il mare ricopre il 71% della superficie terrestre e tu sei stato capace di inquinarlo tutto», sottolineano nel video.

I protagonisti svelano anche le proprie ansie: «comincio ad avere paura di respirare l’aria perché sento che è sporca. […] Io non voglio nuotare più in un mare di plastica. E se mi ammalo di una cosa brutta?».

E alludono: «Usa una borraccia invece di mille bottiglie, un bicchiere di vetro invece di mille di plastica e basta con le cannucce. Non sai bere direttamente dal bicchiere?». La simpatia dei giovani attori genera empatia nello spettatore e contrasta con la serietà del messaggio comunicato, in una maniera così toccante, da non poter lasciare indifferenti.

4.Lo spot Sodastream

 

Randi Zuckerberg, sorella di Mark Zuckerberg e specialista di social media, lancia il suo messaggio a favore della sostenibilità ambientale in occasione della Giornata della Terra 2021, in un video spot per SodaStream, azienda di acqua frizzante di preparazione casalinga. E lo fa invitando le persone a dimostrare preoccupazione per l’ambiente, non solo attraverso i social media, ma anche con azioni concrete nella vita reale.

La donna con la campagna “Don’t just share, care” promuove l’impegno sostenibile e invita tutti a trasformare le preoccupazioni sociali in comportamenti in favore del pianeta. Fra gli scopi principali, l’eliminazione di 78 miliardi di bottiglie di plastica monouso entro il 2025, obiettivo raggiungibile anche grazie agli erogatori di acqua che abbattono la produzione di packaging in plastica.

Poi c’è chi come Levissima, invece di veicolare messaggi sul rispetto dell’ambiente, punta sulla produzione di spot a basso impatto ambientale riducendo al minimo sprechi ed emissioni di CO2.

Il brand, infatti, ha girato il corto aderendo al Protocollo Albert, autorità a livello internazionale sulla sostenibilità ambientale per la realizzazione di film e spot pubblicitari.

In sostanza, al team della produzione è stato chiesto di tenere un registro dei rifiuti, dell’energia utilizzata e sui fornitori e sul loro background in ambito green.

Inoltre, il team si è impegnato a utilizzare veicoli meno inquinanti, ha utilizzato carta ottenuta da fonti riciclate e ha spento, appena possibile, luci e corrente impiegati durante le riprese.

E non è tutto. L’azienda ha anche deciso di compensare il ridotto impatto ambientale scaturito dalla realizzazione dello spot sostenendo un’iniziativa a favore della comunità e della Valtellina, dove lo spot, in parte, è stato girato. Un impegno a favore della riqualificazione di un’area con l’obiettivo di avviare la produzione biologica di ortaggi con benefici inclusivi per la comunità.

 

Comunicare correttamente la sostenibilità aiuta il pianeta, ma anche i brand.

Ricorda che le politiche ambientali aziendali devono essere affiancate e divulgate attraverso modelli di marketing adeguati.

Oggi, infatti, il rischio più frequente per un’impresa che racconta ‘male’ la sua sostenibilità è quello di fare greenwashing, una strategia promozionale che valorizza un impegno infondato.

Le prestazioni ambientali diventano parte integrante della qualità complessiva del tuo prodotto o servizio, ma devono sempre corrispondere a realtà.

Ma se ‘fai bene’, è ovvio, comunicalo.  Anche attraverso gli spot!

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