La comunicazione è di tutti, ma è per tutti?
Cellulari, tastiere e monitor che per molti sono semplici, per altri sono ostacoli. Cosa vuol dire progettare una comunicazione davvero accessibile a chi ha una disabilità sensoriale.
La nostra società utilizza un sistema comunicativo che non sempre considera tutti i fruitori, purtroppo. Strumenti come cellulari, tastiere e monitor, che la maggior parte di noi utilizza con grande semplicità, possono penalizzare alcune categorie di persone affette da disabilità sensoriale, come i non vedenti o i sordi.
In ogni contesto ambientale, è indispensabile una progettazione che tenga conto delle necessità di ogni individuo, con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche e/o sensoriali. Ciò vale anche per il mondo della comunicazione, sia online che offline. Infatti, è essenziale pensare a una comunicazione multicanale e inclusiva, che soddisfi le esigenze del maggior numero di persone possibile e che sia accessibile a tutti.
Progettare l’accessibilità anche online
Per comunicazione inclusiva si intende la capacità di far arrivare un messaggio a qualsiasi utente superando disabilità e deficit attraverso un’attenzione specifica ai metodi più appropriati per abbattere eventuali barriere architettoniche e barriere sensoriali.
Oggi informazioni, contenuti e interazioni passano attraverso strumenti tradizionali ma soprattutto tramite i canali digitali, web e social. Se da una parte, le nuove tecnologie moltiplicano all’infinito la possibilità di diffusione di un qualsiasi contenuto, dall’altra possono rivelarsi un fattore di esclusione per alcune tipologie di utenza.
Il divario digitale e le persone con disabilità
In questi casi si parla di divario digitale, ovvero la differenza tra chi ha accesso all’informazione veicolata principalmente via web e chi questo accesso non lo ha. Ci soffermiamo sempre sui gap dovuti ai fattori socio-economici, e poche volte prendiamo in considerazione anche le condizioni di salute o le caratteristiche psico-fisiche della persona.
Le barriere per le persone con disabilità
In quest’ultimo caso ci riferiamo alle persone con disabilità per le quali spesso e volentieri le nuove tecnologie che veicolano la comunicazione costituiscono delle vere e proprie barriere.
L’importanza dell’accessibilità
L’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) riporta quanto segue: “Per accessibilità si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”
Questo significa, ad esempio, che un sito web, per risultare accessibile alle persone con disabilità sensoriali deve consentire la fruizione delle informazioni con particolari tecnologie assistive, realizzate ad hoc per rendere accessibili e usabili i prodotti informatici stessi anche a persone con disabilità.
Le tecnologie assistive
Spesso si tratta di interfacce persona-calcolatore sviluppate a posteriori rispetto al prodotto iniziale. Esempi comuni sono i lettori di schermo, i display Braille, i sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), i dispositivi di puntamento alternativi al mouse, la sintesi vocale.
Oltre le barriere del web 3.0
Anche le piattaforme social come Facebook e Instagram si stanno muovendo in questo senso. Per esempio Instagram ha introdotto l’Alt text, un testo alternativo alle immagini, che permette alle persone con disabilità visiva di fruire di una foto pubblicata attraverso un voice over che ne descrive il contenuto. Già in passato, infatti, Instagram generava automaticamente una descrizione dei post, ma introducendo la funzione personalizzata e dando la possibilità a ogni utente di curare questo aspetto, ha contribuito a rendere l’esperienza dei social network più viva e meno asettica per le persone con disabilità visive. Oltre a ciò, è stata introdotta la sottotitolatura automatica nei video, una novità pensata per gli utenti non udenti.
Per quanto riguarda la creazione di siti web, nel sito dell’AGID si possono trovare le linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici. Esistono anche molteplici piattaforme (a pagamento e non) che analizzano i siti web per verificarne l’accessibilità. Sarebbe un bene per tutti iniziare la creazione di un qualsiasi canale di comunicazione includendo questi tools.
Per il sito web di GoodCom, per esempio, è stata utilizzata la seguente piattaforma: digitale.co
Un servizio pubblico che non esclude nessuno
Per quanto riguarda l’accesso alle informazioni in Italia, è meritevole di menzione il portale Rai Accessibilità, che è l’area della Direzione Pubblica Utilità impegnata a garantire un servizio accessibile per includere nella vita politica, sociale e culturale del Paese tutte le persone con disabilità sensoriali.
Rai Accessibilità è presente sia sulla televisione, dove i programmi televisivi vengono adattati per la fruizione di qualsiasi tipo di utenza (sottotitoli, audiodescrizioni, traduzione in LIS), sia sul web, con il sito Rai Easy Web che propone contenuti di intrattenimento culturale e di svago per tutte le fasce di età. L’intero sito è accessibile ai non vedenti tramite la barra Braille e la sintesi vocale. Per ogni immagine o elemento grafico viene fornita una descrizione, il cui testo è leggibile al passaggio del mouse e con gli ausili tiflotecnici appena menzionati.
L’impegno per garantire una comunicazione inclusiva è un processo che deve ancora fare molta strada. Al giorno d’oggi, infatti, non esistono figure professionali specializzate in questo settore. Tuttavia, si stanno facendo dei piccoli passi avanti, anche grazie a una maggiore presa di coscienza comune.
Focus: la Legge Stanca
É importante sottolineare che In Italia già nel 2004 il legislatore aveva posto il problema e legiferato in merito al tema dell’accessibilità dei sistemi di comunicazione: parliamo della cosiddetta Legge Stanca. La legge prende il suo nome da Lucio Stanca, Ministro per l’innovazione e le tecnologie nel secondo Governo Berlusconi ed è la n. 4 del 9 gennaio 2004.
Nella sua prima versione si applicava solo agli enti pubblici e alle pubbliche amministrazioni, all’articolo 2 propone una definizione di accessibilità:
“la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”.
Domande frequenti
Chi fa comunicazione inclusiva sceglie i metodi con cui un messaggio arriva a qualsiasi persona, comprese le persone con disabilità, e abbatte le barriere architettoniche e sensoriali.
Il divario digitale è la differenza tra chi ha accesso alle informazioni che passano sul web e chi non ce l'ha. Oltre ai fattori socio-economici conta anche la salute, perché per le persone con disabilità molte tecnologie sono vere barriere.
Per l'AGID l'accessibilità è la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni. I servizi devono funzionare anche per chi, a causa di una disabilità, usa tecnologie assistive o configurazioni particolari.
Le tecnologie assistive sono interfacce tra persona e computer, spesso sviluppate dopo il prodotto iniziale. Esempi comuni sono i lettori di schermo, i display Braille, i sistemi OCR, i dispositivi di puntamento alternativi al mouse e la sintesi vocale.
La Legge Stanca è la legge n. 4 del 9 gennaio 2004 sull'accessibilità dei sistemi informatici, e prende il nome dal ministro Lucio Stanca. Nella prima versione si applicava solo agli enti pubblici e alle pubbliche amministrazioni.
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