Microinnovazione: come cambiare in azienda partendo dalla comunicazione
L’innovazione fa paura. Nelle aziende che incontriamo, soprattutto nelle PMI, viene percepita come bellissima certo, ma anche ingombrante, costosa, rischiosa. Spesso perché viene proposta come una rivoluzione da subire tutta in una volta. Esiste però un’altra strada: la microinnovazione. Una parola che ci siamo inventate partendo dalla nostra esperienza diretta: interventi piccoli, gestibili, a basso rischio, con consulenti di buon senso che ti affiancano, e che semplificano la complessità restituendo all’azienda una narrazione strategica di sé. Il punto di ingresso più naturale è la comunicazione, intesa come
relazione, creatività ed esperienza.
La definiamo così: comunicazione microinvasiva ad alto impatto. Pensiamo in grande e lo portiamo nel piccolo.
Perché partire dalla comunicazione
La comunicazione attraversa tutto: persone, processi, fornitori, clienti, territorio. È la leva meno invasiva e più diffusa di cui un’azienda disponga. Come abbiamo scritto parlando di comunicazione d’impatto come conoscenza, il modo in cui un’impresa parla di sé decide anche cosa riesce a vedere di sé stessa. Cambiare il racconto significa cambiare lo sguardo e, da lì, spesso anche i processi.
Prima leva: la relazione
Molte difficoltà aziendali non sono tecniche, ma relazionali. È la situazione che raccontiamo nel caso del flow in una PMI familiare: un’azienda solida e iperspecializzata, con un clima interno che aveva smesso di funzionare. Con Flower lavoriamo sulla comunicazione della leadership, sul rapporto tra persona e ruolo, sulle relazioni tra colleghi e sui sistemi di feedback. Non si cambia l’organigramma: si cambia il modo in cui le persone si parlano. La relazione vale anche verso l’esterno. Con Valore Espanso abbiamo trasformato il doppio anniversario di CEPI e del Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena in una tavola rotonda pubblica sull’economia civile con Stefano Zamagni. Invece di celebrare il passato, due organizzazioni hanno aperto uno spazio di confronto sul futuro.
Seconda leva: l’esperienza
Un momento ben progettato può fare più di cento circolari. Per i 40 anni di Adriatica Oli volevamo mostrare come l’azienda fosse cresciuta generando valore condiviso oltre il profitto. Ne è nato un convegno aperto a cittadini, autorità e imprese sul ruolo dell’impresa nella società, anticipato da una campagna social, da affissioni e da un video dedicato. Un anniversario è diventato un ringraziamento al territorio e un’occasione di dialogo.
Terza leva: la creatività
Microinnovare significa spesso rendere semplice ciò che è complesso. Per Asite e Biorepack abbiamo raccontato il ciclo della bioplastica compostabile attraverso Mariposa, una mascotte animata protagonista di tre brevi episodi pensati per scuole, famiglie e canali istituzionali. Un contenuto tecnico è diventato un personaggio pronto a vivere in nuove campagne.
Creatività significa anche ricombinare ciò che esiste già. Con Second Life, sviluppato insieme a Dotlab, gli allestimenti fieristici diventano shopper, piccoli arredi e oggetti per la comunità, anche a partire da un singolo stand. Volume fa lo stesso con il report di sostenibilità, trasformandolo in podcast, microsite ed eventi.
La bellezza come criterio di progetto
Crediamo che la riuscita di un progetto dipenda dalla bellezza che riesce a esprimere: non come decorazione, ma come rispetto per il contenuto. Per Adriatica Oli abbiamo realizzato una storia per immagini, un libro costruito attorno al simbolo della goccia d’olio che, cadendo nel posto giusto, genera onde di impatto. Una copia è stata regalata a ogni dipendente e a ogni stakeholder in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni.
La bellezza non è mai ovvia, mai scontata, mai fuori luogo. Ed è spesso nelle piccole cose.
Come iniziare
Un percorso di microinnovazione non chiede di rivoluzionare l’azienda. Chiede un ascolto iniziale, un progetto pilota ben scelto, un racconto che ne renda visibili i risultati e la volontà di farlo crescere.
Disegnare nuovi mediascapes e favorire una crescita umanizzata comincia spesso da un solo gesto ben fatto.
Raccontaci da dove vorresti partire.
Domande frequenti
GoodCom chiama microinnovazione un percorso di interventi a basso rischio, seguiti da consulenti che affiancano l'azienda. GoodCom comincia dalla comunicazione, intesa come relazione, esperienza e creatività.
Un'azienda comunica con persone, fornitori, clienti e territorio, e la comunicazione è la leva meno invasiva di cui dispone. Quando un'impresa cambia il modo in cui parla di sé, cambia anche quello che vede di sé e spesso i suoi processi.
Con Flower GoodCom lavora sulla comunicazione della leadership, sul rapporto tra persona e ruolo, sulle relazioni tra colleghi e sui sistemi di feedback. L'organigramma resta lo stesso e cambia il modo in cui le persone si parlano.
Per Asite e Biorepack GoodCom ha trasformato il ciclo della bioplastica compostabile in Mariposa, una mascotte animata protagonista di tre episodi brevi per scuole, famiglie e canali istituzionali. Il personaggio si può riusare in nuove campagne.
Per cominciare servono un ascolto iniziale e un progetto pilota scelto con cura, poi un racconto che renda visibili i risultati e la volontà di far crescere il progetto.
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